Il Barometro dell’economia territoriale
L’indagine congiunturale “Dataview”, curato da Unioncamere e Istituto Tagliacarne per monitorare l’andamento economico nelle 100 province italiane, vede la Campania tra le regioni più dinamiche del Mezzogiorno. Ben 9 indicatori su 10 mostrano performance superiori alla media nazionale, evidenziando un quadro congiunturale complessivamente positivo. Il quadro complessivo restituisce un’economia regionale in miglioramento, con segnali di vitalità diffusa e una capacità di reazione superiore alla media del Paese in quasi tutti gli ambiti analizzati.
Il tessuto imprenditoriale
Nel 2025 la Campania registra un tasso di natalità imprenditoriale del 5,23% mantenendo lo stesso piazzamento dell’anno precedente (11° posto) ed un tasso di mortalità del 4,02%. L’analisi degli indicatori strutturali mostra un sistema imprenditoriale con una forte incidenza di imprese femminili pari al 23,0%, incidenza delle imprese giovanili del 9,8% ed imprese straniere: 8,9%. Complessivamente, la Campania si conferma una delle regioni più vivaci del Mezzogiorno, con una base imprenditoriale ampia e dinamica, in cui convivono microrealtà diffuse e nuclei produttivi avanzati in espansione ed una propensione all’imprenditoria giovanile pari al 5,3%.
Imprese e innovazione
Il tessuto imprenditoriale regionale mostra una tenuta migliore rispetto al resto del Paese, con una crescita significativa del Terzo Settore. Nel confronto tra dicembre 2024 e dicembre 2025, il sistema imprenditoriale regionale evidenzia una buona capacità di tenuta e, in alcuni ambiti, performance migliori rispetto al quadro nazionale. Le dinamiche osservate mostrano un tessuto produttivo stabile, con segnali di consolidamento e una crescita particolarmente marcata nel Terzo Settore. Il numero di imprese attive aumenta dello 0,4%, mentre a livello nazionale si registra una contrazione dello 0,4%. Le start‑up innovative mostrano una lieve flessione dello 0,7%, comunque meno accentuata rispetto al dato italiano, pari al –2,5%. Il territorio riesce a preservare una parte significativa del proprio ecosistema innovativo, nonostante un contesto nazionale più sfavorevole. Le istituzioni iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) crescono dell’8,8%, superando la media italiana del 6,7%. L’espansione del Terzo Settore rappresenta uno degli elementi più dinamici del periodo, evidenziando un rafforzamento delle organizzazioni impegnate in attività sociali, culturali e di interesse collettivo.
Lavoro e dinamiche occupazionali
L’occupazione cresce a ritmo triplo rispetto alla media nazionale, mentre la riduzione della cassa integrazione segnala un miglioramento del mercato del lavoro.
Nel confronto tra dicembre 2024 e dicembre 2025, il mercato del lavoro locale mostra segnali complessivamente positivi, caratterizzati da un aumento significativo dell’occupazione e da un miglioramento degli indicatori legati alla stabilità produttiva.
Il numero degli occupati cresce del 3,3%, un ritmo quasi triplo rispetto alla media nazionale, che si ferma allo 0,9%. Le entrate previste nelle imprese extra‑agricole registrano una flessione dell’1,8%, comunque meno marcata rispetto al dato italiano, pari al –2,9%. Le ore di cassa integrazione diminuiscono del 5,1%, in netta controtendenza rispetto al dato nazionale, che registra un aumento del 18,5%. La riduzione rappresenta un segnale particolarmente positivo: indica un minor ricorso agli ammortizzatori sociali e, di conseguenza, una migliore tenuta delle attività produttive.
Credito e risparmio
Tra i primi nove mesi del 2024 e lo stesso periodo del 2025, i depositi bancari e il risparmio postale crescono del 4,5%, un ritmo nettamente superiore alla media nazionale, che si attesta all’1,2%. L’incremento indica un rafforzamento della propensione al risparmio e una maggiore disponibilità di liquidità nel sistema locale.
Nel confronto tra ottobre 2024 e ottobre 2025, i prestiti alle attività economiche registrano un aumento dello 0,5%, in controtendenza rispetto al dato nazionale, che segna una contrazione dello 0,4%. L’incremento, pur contenuto, rappresenta un segnale significativo che il tessuto produttivo locale mantiene una certa vivacità e che il sistema bancario continua a sostenere le imprese, favorendo investimenti e operazioni di sviluppo. La crescita, anche se moderata, indica un clima di fiducia e una domanda di credito in lieve ripresa.
Commercio estero e mercato immobiliare
Le esportazioni registrano una variazione del 3,9%, fra i primi nove mesi del 2024 e i primi nove mesi del 2025 che supera leggermente la crescita media nazionale, pari al 3,6%. Questo andamento suggerisce una buona capacità competitiva delle imprese locali sui mercati internazionali, sostenuta sia dalla tenuta della domanda estera sia dalla presenza di settori produttivi in grado di intercettare nuove opportunità commerciali.
Nel comparto immobiliare la variazione percentuale delle transazioni normalizzate fra i primi nove mesi del 2024 e i primi 9 mesi del 2025, aumenta del 4,5%. Sebbene il dato confermi un miglioramento dell’attività di compravendita, la crescita risulta più contenuta rispetto alla media italiana, che si attesta al 9,2%. Ciò indica un mercato in espansione, ma con un ritmo più moderato, probabilmente influenzato da dinamiche locali legate alla domanda abitativa, alla disponibilità di immobili e alle condizioni di accesso al credito.



