DATAVIEW - La Demografia in Campania e delle sue province.

DATAVIEW - Il barometro dell’economia territoriale

La Demografia in Campania e delle sue province.

Il Barometro dell’Economia Territoriale elaborato dal Centro Studi Tagliacarne offre una fotografia aggiornata della demografia in Campania e nelle sue province.  L’analisi dei dati 2025 consente di cogliere le dinamiche economiche che caratterizzano il territorio regionale, evidenziando differenze strutturali, punti di forza e aree di criticità che richiedono attenzione da parte del sistema camerale e delle istituzioni locali.

 

  1. Il quadro regionale

 

La demografia della Campania nel 2025 restituisce un’immagine complessa, caratterizzata da segnali di vitalità ma anche da divari territoriali profondi. La regione conferma un tasso di fecondità totale (TFT) pari a 1,22, uno dei più alti d’Italia (3° posto nazionale), e un indice di vecchiaia tra i più contenuti del Paese (168,8). Tuttavia, le previsioni al 2050 indicano un progressivo invecchiamento e una riduzione della popolazione (‑15,3%), con impatti significativi sulla struttura sociale ed economica.

Il quadro regionale evidenzia dunque una Campania giovane e dinamica, ma che necessita di politiche mirate per contrastare lo spopolamento, sostenere la natalità e ridurre le differenze interne.

 

2. Analisi provinciale

2.1 Avellino

 

 

Avellino si conferma una delle realtà più fragili dal punto di vista demografico. Il tasso di fecondità si attesta a 1,08, tra i più bassi della regione, mentre la popolazione registra una contrazione significativa: ‑8,3% dal 2002 al 2026 e ‑18,4% prevista entro il 2050.

L’indice di vecchiaia è tra i più elevati della Campania (226,7, destinato a salire a 379,9), segnale di una struttura demografica sbilanciata. Il tasso di migratorietà verso l’estero (1,76 per 1.000 abitanti) conferma una difficoltà nel trattenere la popolazione più giovane.

Il valore più basso è considerato il migliore: corrisponde una minore sperequazione fra anziani e giovani.

 

 

2.2 Benevento

 

Benevento presenta un quadro simile ad Avellino, ma con alcuni elementi di maggiore stabilità. Il tasso di fecondità è pari a 1,08, mentre la popolazione registra un calo del ‑10% dal 2002 al 2026 e un’ulteriore riduzione prevista del ‑19,6% entro il 2050.

L’indice di vecchiaia è tra i più alti della regione (230,0, previsto a 376,6), mentre il tasso di migratorietà (1,83) è il più elevato della Campania.

Nonostante ciò, Benevento mostra una resilienza strutturale, con dinamiche demografiche meno accentuate rispetto ad Avellino e una maggiore stabilità nel lungo periodo.

 

 

 

2.3 Caserta

 

 

Caserta rappresenta la realtà demografica più dinamica della Campania. Il tasso di fecondità raggiunge 1,25, tra i più alti d’Italia, mentre la popolazione cresce del +6,7% tra il 2002 e il 2026, unica provincia campana con segno positivo.

L’indice di vecchiaia è il più basso della regione (150,6, previsto a 292,9), confermando una struttura giovane e vitale. Il tasso di migratorietà (1,43) è contenuto, segnale di una buona capacità di trattenere la popolazione.

Caserta si conferma dunque una provincia in espansione, con dinamiche demografiche favorevoli e un potenziale di crescita significativo.

 

 

 

2.4 Città Metropolitana di Napoli

 

 

Napoli presenta un quadro articolato, con elementi di forza e criticità. Il tasso di fecondità è pari a 1,25, in linea con Caserta, ma la popolazione registra una contrazione del ‑3,4% dal 2002 al 2026 e una previsione negativa del ‑16,8% entro il 2050.

L’indice di vecchiaia (155,4, previsto a 291,2) rimane tra i più bassi d’Italia, confermando una struttura demografica giovane. Il tasso di migratorietà (1,44) è contenuto, ma la dimensione demografica e le criticità socio‑economiche rendono più complesso il percorso di riequilibrio.

Napoli resta una realtà demograficamente vivace, ma con sfide strutturali che richiedono interventi mirati.

 

 

 

2.5 Salerno

 

 

Salerno si colloca in una posizione intermedia ma positiva. Il tasso di fecondità è pari a 1,18, superiore ai valori delle aree interne, mentre la popolazione registra una lieve contrazione (‑1,8%) e una previsione negativa del ‑14,3% entro il 2050.

L’indice di vecchiaia (194,3, previsto a 329,3) è più elevato rispetto alle province più giovani, ma inferiore ai valori di Avellino e Benevento. Il tasso di migratorietà (1,69) si colloca in fascia intermedia.

Salerno conferma una buona stabilità demografica, con indicatori più equilibrati rispetto alla media regionale.

 

 

3. Trend 2019–2025

Il trend demografico degli ultimi anni evidenzia:

  • una Campania giovane, con fecondità superiore alla media nazionale;
  • una polarizzazione crescente tra province dinamiche (Caserta, Napoli, Salerno) e aree interne in difficoltà (Avellino, Benevento);
  • un progressivo invecchiamento previsto entro il 2050;
  • una migrazione verso l’estero contenuta, ma più accentuata nelle aree interne.

La sfida dei prossimi anni sarà ridurre i divari territoriali, sostenere la natalità, contrastare lo spopolamento e rafforzare la competitività dei territori.

Il quadro demografico campano nel 2025 mostra una regione articolata e in trasformazione:

  • Caserta e Napoli trainano la dinamica demografica con indicatori positivi.
  • Salerno mantiene un equilibrio stabile.
  • Avellino e Benevento evidenziano criticità strutturali che richiedono interventi mirati.

 

Nota di lettura